Cos'è
La scuola dell’Infanzia dell’I.C.S. “G. Giannone” di Pulsano è costituita da due plessi, “Montessori” e “Rodari”, che seguono la stessa programmazione annuale unitaria. La Progettazione annuale delle Attività Educative e Didattiche per l’anno scolastico 2024/25 è stata elaborata dai docenti tenendo conto delle grandi finalità enunciate dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione del 2012:
- Consolidare l’identità;
- Sviluppare l’autonomia;
- Acquisire competenze e prime esperienze di cittadinanza.
Per ogni mese sono state progettate Unità di Apprendimento relative ai cinque Campi di Esperienza; le proposte educative e didattiche sono accattivanti e stimolanti per suscitare nei bambini curiosità e motivazione ad apprendere, elementi fondamentali per consentire a tutti gli alunni di raggiungere i Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze. La nostra programmazione permette di mettere in campo attività sempre nuove e diversificate, in grado di interessare e coinvolgere costantemente i bambini, i quali vivranno le loro esperienze in ambiente scolastico che, quotidianamente diventerà “laboratorio”, cioè “ambiente educativo di apprendimento” allestito e predisposto con cura, modificabile con flessibilità organizzativa e attuato attraverso attività di sezione e di intersezione per entrambi i plessi della nostra scuola dell’infanzia. Il laboratorio, valido strumento metodologico, servirà a stimolare la naturale “curiosità” e la voglia di “fare” dei bambini che, da protagonisti attivi, realizzeranno le loro scoperte e approderanno e innumerevoli conquiste. Attraverso il fare, il creare, il costruire (learning by doing) i bambini utilizzeranno procedure inusuali, percorsi alternativi, che favoriranno l’acquisizione di competenze specifiche, legate alla relazione e all’interazione per sviluppare l’autonomia e per valorizzare ciascuno nella propria unicità. In questo luogo di apprendimento saranno rispettate e sostenute le diversità, le intuizioni e le competenze di tutti i bambini; sarà incoraggiata la ricerca personale e la sperimentazione perché la conoscenza è una costruzione sociale conseguibile attraverso l’esperienza e la ricerca; inoltre essi saranno stimolati a misurarsi con problemi, sfide e curiosità (problem solving), collaborando per vivere e condividere un percorso di apprendimenti, relazioni e interazioni (cooperative learning). Pertanto, il laboratorio rappresenterà sia lo spazio fisico in cui il
bambino apprendista impara “l’arte di apprendere”, sia la metodologia da noi adottata affinché conoscenze e competenze siano il frutto di un’elaborazione, di una costruzione, di un processo unico e garante dell’identità di ciascuno. La nostra progettazione intende offrire ai bambini mille opportunità di conoscenza e di maturazione, affinché la scuola diventi per il proprio territorio luogo aperto di cultura, sviluppo e crescita, formazione alla cittadinanza e apprendimento lungo tutto il corso della vita, in costante collaborazione con le realtà culturali, sociali, produttive e professionali in esso operanti.
Struttura responsabile dell'indirizzo di studio
Luoghi in cui viene erogato l'indirizzo di studio
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indirizzo
Via degli Orti, 45 - Pulsano (TA)
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CAP
74026
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Orari
L'ufficio di Segreteria è aperto al pubblico
LUNEDI - MERCOLEDI - VENERDI
dalle ore 8.00 alle 9.00
MARTEDI - GIOVEDI
dalle ore 12.00 alle 13.30Apertura pomeridiana il GIOVEDI
dalle ore 16.00 alle 17.00Il Dirigente Scolastico riceve il MERCOLEDI a partire dalle ore 15.00, previo appuntamento telefonico o per mail
Programma di studio
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
La scuola dell’infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento. Promuove una
pedagogia attiva e delle relazioni che si manifesta nella capacità degli insegnanti di dare ascolto e attenzione a ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose e nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più elaborate e consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza, l’esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti, l’arte, il territorio e le sue tradizioni, la rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze e attraverso attività ludiche. Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali.
L’ambiente di apprendimento è organizzato dagli insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto, sostenuto e valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui famiglia viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino con bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la propria riuscita. La vita di relazione è caratterizzata da ritualità e da convivialità serena per incoraggiare il bambino a ritrovarsi nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità. Le relazioni con gli insegnanti e fra i bambini sono un importante fattore protettivo e di promozione dello sviluppo. La scuola dell’infanzia ha anche queste caratteristiche:
– Lo spazio accogliente e curato, parla dei bambini, del loro valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento
di espressione, di intimità e di socialità, attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti e oggetti volti a creare una funzionale e invitante disposizione a essere abitato dagli stessi bambini.
– Il tempo disteso, nel quale è possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare,
capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita. In questo modo il bambino può scoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senza
accelerazioni e senza rallentamenti indotti dagli adulti.
– La documentazione, come processo che produce tracce, memoria e riflessione rende visibili le modalità e i percorsi di formazione e permette di valutare i progressi dell’apprendimento individuale e di gruppo.
– Lo stile educativo, fondato sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente
sull’intervento indiretto e di regia.
– La partecipazione, come dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità
di incoraggiare il dialogo e la cooperazione nella costruzione della conoscenza. La scuola dell’infanzia
sperimenta la propria organizzazione, la formazione dei gruppi, delle sezioni e le attività di intersezione in
coerenza con le scelte pedagogiche del nostro Istituto.
I BAMBINI
I bambini sono attivi, amano costruire, giocare, comunicare e fin dalla nascita intraprendono una ricerca di senso che li sollecita a indagare la realtà. Giungono alla scuola dell’infanzia con una storia: hanno imparato a parlare e a muoversi con autonomia; hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno appreso a esprimere emozioni e a interpretare ruoli attraverso il gioco; hanno appreso i tratti fondamentali della loro cultura. Fra i tre e i sei anni incontrano e sperimentano diversi linguaggi, scoprono attraverso il dialogo e il confronto con gli altri bambini l’esistenza di diversi punti di vista, pongono per la prima volta le grandi domande esistenziali, osservano e interrogano la natura, elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi simbolici. Le loro potenzialità e disponibilità possono essere sviluppate o inibite, possono evolvere in modo armonioso o disarmonico, in ragione dell’impegno professionale degli insegnanti, della collaborazione con le famiglie, dell’organizzazione e delle risorse disponibili per costruire contesti di apprendimento ricchi e significativi.
LE FAMIGLIE
Le famiglie, che rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni. Il primo incontro con la scuola e con gli insegnanti, nonché l’esperienza scolastica dei figli aiutano i genitori a prendere più chiaramente coscienza della responsabilità educativa che è loro affidata. Alla scuola dell’infanzia si affacciano anche, genitori che provengono da altre nazioni e che costruiscono progetti lunghi o brevi di vita per i loro figli nel nostro paese. Essi professano religioni diverse, si ispirano spesso a modelli tradizionali di educazione, di ruoli sociali e di genere appresi nei paesi di origine ed esprimono il bisogno di rinfrancare la propria identità in una cultura per loro nuova. La scuola dell’infanzia è per loro occasione di incontro con altri genitori, per costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità. Le famiglie dei bambini con disabilità chiedono sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento sereno delle differenze e la costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il proprio percorso di formazione.